Nicolas a canestro

La mia esperienza

Mi chiamo Nicolas e ho 14 anni. Sono oramai 7 mesi che condivido la vita con le mie due barre. Quando mi hanno operato era il 6 luglio 2016. Ricordo le prime passeggiate per il corridoio del Gaslini e i primi movimenti come se fosse ieri, ma soprattutto il cambiamento del mio petto. Sinceramente non ho mai avuto problemi psicologici, io mi piacevo così e il pectus l’avevo accettato come una caratteristica del mio fisico. L’intervento era piuttosto dovuto ai problemi che, forse, in futuro sarebbero potuti esistere.

Sono un ragazzo sportivo, gioco a basket, e dopo un mese, dato che tutto sembrava andare bene ho cominciato a correre. Ma un giorno di fine agosto, proprio quando ormai il peggio sembrava passato. una ferita ha fatto infezione e si è aperta. È iniziato un periodo davvero difficile: oltre alle ferite ho iniziato ad avere forti dolori alla schiena e al petto.

Dopo due cicli di antibiotici e medicazioni, la ferita finalmente si chiude. Ma ecco che qualche giorno dopo le altre iniziano a gonfiare, anche quella chiusa da poco, per la presenza di un liquido, un “siero”, probabilmente dovuto a un’intolleranza ai metalli o ai punti.

Così, a metà novembre vengo operato nuovamente per una revisione delle ferite.

Dopo l’intervento mi sento meglio, mi muovo anche abbastanza fluidamente e i dolori diminuiscono.

Due settimane dopo tolgo i punti, ma nel giro di qualche giorno una ferita si riapre.

Continuiamo a medicarla, anche con l’assistenza di un’infermiera della vulnologia della mia cittadina, e iniziò l’ennesimo ciclo di antibiotici. Qualche giorno prima di Natale per curare la ferita utilizziamo la Vac Therapy, un apparecchio che esercita una pressione negativa e “pulisce” la ferita. Tre settimane

dopo la tolgo e al controllo di gennaio, quello dei sei mesi, che da tanto tempo aspettavo, mi trovano molto in forma e mi dicono che posso cominciare con calma a giocare a basket perché le ferite risultano a posto.

Ero al settimo cielo, non vedevo l’ora di tornare in campo. In questi mesi ho dovuto rinunciare a fare molte cose ed è stato davvero difficile. Ormai da qualche settimana ho ripreso gli allenamenti, evito i contatti e cerco di non esagerare però penso che sia già un buon piccolo inizio.

Non sempre le cose vanno nel verso giusto, ma per certo so che non bisogna mai mollare davanti alle difficoltà. Ho deciso di raccontare la mia esperienza perché penso che sia giusto sapere che quando si decide di fare un intervento del genere ci possono essere delle complicazioni. Nonostante ciò, io sono davvero contento del mio risultato e non rimpiangerò mai di aver fatto l’intervento, perché ogni soggetto è diverso e in ogni caso si potrebbero presentare dei rischi:sta a noi scegliere di metterci in gioco o stare in panchina.

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